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Il 15 Dicembre Tarquinia presso la sede Arsial locale, si è tenuto il secondo dei tre incontri conclusivi del progetto EcoDif, Sistemi Ecosostenibili per la Difesa Fitosanitaria delle Ortive. L’incontro è stato introdotto da Alessandro Infantino, ricercatore Crea DC - capoprogetto EcoDif, che ha sottolineato il ruolo di Ecodif come ponte tra ricerca e campo: “spesso si sottolinea la distanza tra ricercatori e agricoltori due realtà con esigenze distanti ma EcoDif è esattamente l’esempio contrario ”. Il progetto nasce infatti dalle esigenze esposte ad Infantino dal responsabile tecnico della cooperativa Il Chiarone di Pescia Romana, Anelio Uccelletti, che oramai qualche anno fa, cercava una soluzione alle sempre più ricorrenti e aggressive patologie che attaccavano la coltivazione del melone, un’eccellenza dell’orticoltura laziale, minandone qualità e redditività. L’approccio combinato di differenti buone pratiche EcoDif ha dimostrato che lavorando su: fertilità del suolo, utilizzo di sostanze naturali e analisi dei dati rilevati dalle centraline meteo installate in campo, le fitopatologie si possano contenere con risultati convincenti sia in direzione della qualità che della produzione.

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È stato Enzo Marinelli, ricercatore del Crea DC responsabile per EcoDif del work package 3 sull’utilizzo di modelli previsionali quali strumento di supporto per l’uso razionale dei prodotti antiparassitari, sia di sintesi che naturali per prevenire e controllare le fitopatie in orticoltura, a sottolineare le sfide che si aprono per l’agricoltura italiana con gli indirizzi indicati dal Farm to Fork. "L’agricoltura 4.0 è già tra noi e come dimostrano i due anni di sperimentazione EcoDif le tecnologie abbinate alla tecnica agricola possono essere un valido alleato dei produttori per ridurre costi e ottenere prodotti migliori ".

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Tutto teso alla valorizzazione dei prodotti locali di eccellenza il contributo del presidente della Confagricoltura Lazio, Antonio Parenti, che ha voluto comunicare alle istituzioni, alla ricerca e agli operatori del settore presenti che oggi più che mai è necessario usare le tecnologie come alleati per raggiungere prodotti di altissima qualità, l’unica strada per resistere alla quantità proveniente soprattutto dall’America latina. “Siamo il continente che produrrà esclusivamente nicchia, poca quantità ma altissima qualità” in questo percorso “Confagricoltura sarà sempre più punto di riferimento per gli imprenditori del nostro territorio mettendo a disposizione tecnologia e innovazione”.

Sono intervenuti poi il Professor Gabriele Chilosi

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Anelio Uccelletti / Coop. Il Chiarone

"Ogni areale dovrebbe avere la sua centralina “EcoDif è stata un’ottima esperienza, la collaborazione con la ricerca e le istituzioni è un’alleanza che deve rapidamente accogliere le nuove sfide. Il primo passo da fare è dotare ogni areale di una sua centralina”.

Giuseppe Bianchi / Aries sistemi
 azienda monitoraggio ambientale e socio del Biodistretto Etrusco Romano
“ Le aziende laziali sono nella stragrande maggioranza realtà molto piccole quindi la condivisione dei dati e delle informazioni è fondamentale, le nuove tecnologie vanno fatte conoscere”.

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Roberto Mariotti / ARSIAL

“ I DSS sono fondamentali, ma non sempre bisogna partire da sistemi molto complessi, Arsial conosce le complessità della risorsa idrica e del suo contenimento. Abbiamo diversi progetti conclusi e in corso che hanno ottimizzato arrivando a dimezzare il consumo idrico garantendo allo stesso tempo la migliore qualità delle produzioni (del pomodoro in particolare)".

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Daniele Lolletti / CREA-OFA

“Al pari dell’orticoltura anche la frutticoltura ha diverse criticità e il Crea sta aiutando alcune realtà per risolvere fitopatologie da mosca con trappole elettroniche innovative che anticipano l’azione dell’operatore di almeno 5 giorni. Stiamo lavorando nella provincia di Latina sulla coltivazione del kiwi che deve resistere all’aggressione di nuove patologie allo studio. Abbiamo messo a punto dei sistemi di irrigazione intelligente che ottimizzano modalità, quantità e tempistica”.

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