L’Agenda 2030, approvata all’unanimità nel 2015 dalle Nazione Unite, rileva l’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo e si pone 17 Obiettivi che hanno validità globale, riguardano e coinvolgono tutti i Paesi e tutte le componenti della società, dalle imprese private al settore pubblico, dalla società civile agli operatori dell’informazione e cultura. Il cibo è un elemento strategico trasversale a tutti gli obiettivi.

Nel dicembre 2019 la Commissione Europea ha varato un piano di azione, il New Green Deal europeo, con un orizzonte temporale esteso a trent’anni con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale e rendere sostenibile l’economia comunitaria. Il cuore del piano per il Green Deal sono la strategia sulla biodiversità e la strategia “Dal produttore al consumatore” ( Farm to Fork), proposti a livello comunitario nel maggio 2020.

L’attività di Arsial nell’ambito del Green Deal e della strategia Farm to Fork che prevede, anche una riduzione del 50% dell’uso di pesticidi entro il 2030, si è concentrata tra le altre cose, nel definire nuove strategie di difesa e nel promuovere l’applicazione di tecnologie innovative e/o tecniche alternative o complementari all’uso dei prodotti fitosanitari.

In questo contesto nasce il progetto EcoDif,  presentato venerdì 25 Novembre ad una platea di agronomi e produttori. Il gruppo di ricerca del Crea DC, coordinato da Alessandro Infantino, ha presentato le diverse fasi del progetto e i primi risultati, ne è scaturito un prezioso confronto sulle sfide dell’agricoltura intensiva sostenibile.

Le dott.sse Claudia Papalini e Paola Costantini di Arsial hanno affrontato il tema della comunicazione di sostenibilità, il cui fine più ambizioso dovrebbe essere la diffusione di una nuova cultura.

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